Incrementa la tua produttività: fai il doppio in metà del tempo

Se stai riscontrando dei problemi di produttività nella tua organizzazione lavorativa evidentemente qualcosa funziona in maniera poco efficiente.

Per risolvere alcune problematiche di organizzazione aziendale esistono vari modi.

Oggi ti parlerò del Metodo SCRUM e del Metodo AGILE.

 

A causa dell’incremento di richieste e alla modifica della domanda sul commercio (maggiore di anno in anno), vi è la necessità di dover aumentare la produzione e diminuire i costi.

Questo vale su qualsiasi tipologia di produzione, che sia essa un prodotto o un servizio.

 

Per darci una mano nella gestione dei progetti (Project Management) arrivano due metodi. Quello AGILE e quello SCRUM.

 

Cos’è il metodo AGILE?

Il metodo AGILE si è sviluppato inizialmente in ambito informatico negli anni 90.

Basato sulla gestione e organizzazione dei gruppi di persone (clienti, fornitori, finanziatori, collaboratori e così via).

I principi da seguire sono:

  • Dare maggior importanza a persone e interazioni a discapito di processi e strumenti (cura delle relazioni e comunicazione migliorata);
  • Maggior importanza all’avere del software funzionante, piuttosto che una documentazione completa e dettagliata del lavoro da svolgere;
  • Aumentare la collaborazione tra fornitori e clienti, oltre che rispettare le scadenze contrattuali;
  • Essere sempre pronti a modificare le priorità del lavoro, rispetto all’obiettivo finale.

 

Cos’è il metodo SCRUM?

Il metodo SCRUM è basato su quello AGILE, ma utilizzato su larga scala.

Viene applicato in progetti complessi ed innovativi.

Alcuni esempi sono il software Sentinel dell’FBI o la gestione delle case automobilistiche giapponesi. In entrambi i casi si è lavorato ad eliminare da subito le problematiche riscontrate, piuttosto che farlo dopo, riducendo drasticamente i problemi.

 

Entrambi i metodi, avendo la stessa base si suddividono in gestioni di “sprint”.

Uno sprint è una suddivisione di compiti nel tempo. Avendo l’obiettivo finale il rimuovere gli impedimenti e gli ostacoli si organizzano vari sprint.

Lo sprint dura 2 settimane. La fase iniziale è una riunione di lavoro per suddividere il processo di sviluppo nelle due settimane successive.

Scrivendo tutto su post-it ed esponendoli su un muro, in modo che tutti possano seguire l’andamento dei lavori in corso.

 

A seguito delle due settimane si fa una nuova riunione, chiamata “demo“. In questa fase verrà mostrato il lavoro fatto durante l’ultimo sprint. Per poi ripartire successivamente con il resto del lavoro in un ciclo che va di sprint in sprint.

 

Le regole base da seguire sono:

  • Pianificare;
  • Fallire il prima possibile per imparare ed arrivare al successo del progetto;
  • Eliminare lavoro che non produce valore reale, sostituendolo con altri compiti utili.

 

La gestione del team si costituisce di poche persone. Il minimo consigliato è di 5, fino ad un massimo di 9 persone.

Sempre rimanendo in ambito informatico, collegandoci alla costituzione di un team, citiamo la Legge di Brooks.

Questa legge dice che, se aggiungiamo una componente (forza lavoro / membro) al team su un progetto in ritardo, il ritardo di questo progetto tenderà ad aumentare.

Le motivazioni sono semplici e sono banalmente due:

  • Occorre del tempo per portare tutti allo stesso livello di conoscenza del progetto;
  • Aumenta il maggior numero di canali informativi/comunicativi da dover gestire, sovraccaricando il lavoro.

 

La gestione dei canali del team si calcola con la formula:

Canali di comunicazione = numero di persone x (numero di persone – 1) / 2

Ad esempio, prendendo il numero minimo di 5 persone nel team, si avranno da dover gestire 10 canali. Invece sul numero massimo di persone (9 membri) si dovranno gestire ben 36 canali comunicativi!

 

Per una gestione completa, nel Metodo SCRUM i ruoli utili sono 3, definiti all’interno del team.

  1. SCRUM Master: il responsabile del progetto, deve verificare che vengano seguite tutte le regole e i processi del metodo attuato;
  2. Product Owner: l’incaricato che gestisce la comunicazione tra le varie persone del progetto (cliente, fornitori, collaboratori, etc) e conosce tutti i requisiti da seguire;
  3. Team di Sviluppo: la vera forza lavoro, il team di cui abbiamo parlato qui sopra, che deve essere costituito da un minimo di 5, ad un massimo di 9 persone.

 

Per completare la gestione si applica un Ciclo di Produzione, chiamato anche PDCA (Plan Do Check Adapt), in italiano PAA (Pianifica Agisci Adatta).

Il tutto è costituito da varie fasi:

  1. Lo Sprint già citato della durata di due settimane;
  2. I Daily Scrum, ovvero un check iniziale di 15 minuti da fare tutte le mattine, dove si verifica il lavoro fatto il giorno precedente e si prepara un piano per la giornata;
  3. La fase “demo”, dove si presenta il lavoro svolto ogni due settimane;
  4. Analisi Finale, dove tutto il team valuta se vi sono delle problematiche da dover risolvere subito prima di andare avanti.

 

Seguendo il Metodo SCRUM alcune grosse ed importanti aziende sono riuscite a dimezzare i tempi di produzione e avere un lavoro finale perfetto.

Se vuoi saperne di più ti consiglio di leggere uno di questi due libri:

  1. Scrum di Jeff Sutherland
  2. 4 ore alla settimana di Timothy Ferris

Cosa significa oggi fare Marketing?

Nel mondo moderno in molti associano il marketing a fuffa, a qualcosa di astratto.
Qualcosa da cui starne alla larga.

 

Tutti noi (o quasi) sappiamo cos’è il marketing.

Per chi non lo sapesse il marketing è un insieme di tecniche e strategie per mettere a disposizione del consumatore finale determinati servizi/prodotti. In un dato tempo, luogo e modo. Cercando di mantenere bassi i costi.

 

Banalmente il marketing digitale è marketing applicato alle nuove (ma non nuovissime) tecnologie, tra cui in maniera assoluta internet.

 

Ritornando a noi, ormai ogni scelta che facciamo è influenzata dal marketing.

No, è inutile che provi a scappare e nasconderti. Puoi svincolarti isolandoti in qualche montagna dell’Himalaya. Forse.

 

Nel caso ne fossimo consci, così facendo, in maniera del tutto automatica, diamo per scontato la parte di buono che il marketing ha da offrirci. Sopratutto quando l’associamo a qualcosa da evitare come la peste.

 

Mentre chi vuole farlo si concentra all’ambito economico e sociale del mercato. Parlando di fatturato del business, interazioni sui social network (sia a livello di profilo privato, che di campagne di marketing) e così via.

 

Il Marketing fortunatamente non è solo questo. Nel profondo è formato da idee e progetti. Ambizioni.

Il Marketing puro ha la propria anima, che vive autonomamente.

Un’anima che si nutre del cambiamento, ed è questo che dobbiamo offrire alle persone. Il cambiamento.

 

C’è bisogno di permettere a tutti di cambiare e per farlo bisogna influenzare in maniera positiva e buona.

Per capire se il cambiamento che stiamo offrendo è utile o meno, dobbiamo porci una ed una sola domanda.

 

Se il nostro prodotto/servizio sparisse dal mercato, la gente troverebbe un valido sostituto o ne sentirebbe la mancanza?

Nel caso la risposta fosse positiva stiamo andando sulla strada giusta. In caso contrario fermiamoci a ragionare.

 

Un’errore tipo, che fa scappare le persone è l’associare la pubblicità al marketing.

 

Qual è la differenza tra Fare Marketing VS Fare Pubblicità?

Gli spot, materiale brutto cartaceo che troviamo in giro, il dover scalare vecchie classifiche musicali a suon di quattrini.

 

Tutto questo è fare pubblicità. Un pò come la concorrenza tra aziende (a chi ce l’ha più grosso o a chi dice di fare meglio, i famosi LEADER DEL SETTORE).

In base all’ultimo punto io mi sono sempre chiesto, ma se tutti sono leader, che senso ha? Cioè, ma che cavolo stanno a scrivere?

 

Cosa significa oggi fare Marketing

 

Riepilogando brevemente quanto detto nell’ultimo paragrafo, la pubblicità è un modo con cui mostrare un prodotto.

Invece il marketing è un processo. Un insieme di regole e di strategie complesse per trovare le buyer personas specifiche.

 

Per fare marketing vero bisogna avere testa. Trovare prima di tutto a chi dobbiamo riferirci (e no, non siamo noi!), in seguito studiare.

Schedulare e impostare una strategia efficace per il breve, medio e lungo termine. Con scadenze ben precise e studiate.

 

Gian, ma cosa sono le buyer personas di cui hai parlato?

Le buyer personas sono banalmente dei clienti tipo. Delle figure “immaginarie” che possono essere il nostro modello di clientela.

 

In pratica costruiamo su carta dei modelli generici (o specifici uno ad uno) di potenziali clienti. Dando un luogo di vita, un’età, uno stile di vita.

In questo modo riusciamo a capire a chi ci stiamo rivolgendo e come dobbiamo rivolgerci.

 

Non so se avete mai giocato a The Sims, nel caso affermativo ecco, è un pò come se stesse creando una famigliola, ma in questo caso riferito al nostro business.

 

Interessante, ma come faccio a creare una buyer persona?

Questo articolo tratta un argomento diverso, probabilmente ci ritornerò. Cerco di essere breve ma utile per degli spunti iniziali.

Una volta che abbiamo un prodotto/servizio beta (di test), possiamo fare delle analisi sul campo di battaglia.

 

Iniziamo a cercare dei clienti ideali, proponiamo a questi dei sondaggi o delle interviste. Pian piano lavoriamo con i materiali raccolti e proseguiamo le nostre analisi.

Ci vorrà un pò di tempo, in base a quanti più dettagli vogliamo avere. Ma una volta finito avremo uno o più cliente ideali, su cui basare le nostre attività di strategia future.

 

Ora abbiamo capito cos’è il marketing, cosa cambia tra fare marketing e fare pubblicità. Rimane da sapere cosa significa fare marketing oggi.

Il compito del marketing è quello di risolvere i problemi alle persone, non crearli. Motivo per cui ho spinto tanto sul conoscere il proprio cliente ideale.

 

Se conosciamo l’utilizzatore finale, conosceremo i suoi probabili problemi, potendo così offrire soluzioni. Nulla di più facile (o magari no?).

L’utilità di un prodotto è quella data in base a ciò che può fare per noi, non sul prodotto in se. Il prodotto deve essere utile alla singola persona.

 

Smettiamola di pensare all’utilità generale, perché ognuno ha le proprie necessità.

 

Infine il marketing deve creare dei legami. Creare una Community. Competere per avere l’attenzione del consumatore non funziona più (parlo ad esempio degli infiniti spot pubblicitari).

 

Tutti noi riceviamo troppi input esterni. In questa maniera elimineremo gran parte della nostra giornata.

Ma se ci rendiamo utili, e cerchiamo di stringere un legame con il nostro cliente, lui rimarrà da noi. Verrà fidelizzato.

 

Non vediamolo però come se fosse una setta, invece vediamolo come se fosse una bellissima famiglia. Offriamo soluzioni, non problemi. Rendiamoci utili, indispensabili e nessuno scapperà più da noi.

 

Se vuoi scoprirne di più ti consiglio di leggere Questo è il marketing. Non puoi essere visto finché non impari a vedere.Seth Godin

Un libro che spiega cosa significa fare marketing oggi. Come è cambiato l’approccio delle persone (e come invece non lo è del tutto, con le continue pubblicità invasive e generiche).

 

Ricorda, renditi speciale e unico.

Come rendere virale un prodotto o un’idea

Partiamo dal chiedere il perché le cose diventano virali, diffondendosi ovunque.

I motivi possono essere i più disparati. Un prodotto di moda, un prezzo vantaggioso, qualità migliore. Tutto questo è riferito però a dei prodotti fisici e servizi.

Ma non tutto è formato da prodotti e servizi, ma anche da idee.

Gli elementi principali, che rendono un’idea vincente e virale sono 6.

 

Come rendere quindi virali i nostri prodotti e le nostre idee?

 

Il primo step è definito Valuta Sociale.

Bisogna trasformare il nostro prodotto in qualcosa di esclusivo, seguendo 3 semplici passi:

  • Rendere il prodotto particolare, insolito, interessante o semplicemente qualcosa di nuovo;
  • Coinvolgere le persone a condividere le meccaniche di gioco (es. concorsi);
  • Coinvolgere le persone facendole sentire parte di qualcosa.

 

Il secondo step viene chiamato Triggers.

Bisogna attivare degli stimoli nella mente delle persone. Creare emozioni. Community.

Cerchiamo di rendere il prodotto costante nel proprio uso. Abituiamo il cliente finale ad utilizzarlo più e più volte.

 

Terzo step, l’Emozione.

Creiamo una forte emozione, che sia positiva o negativa. Basta che sia fortissima.

Alcuni forti tipi di emozioni sono chiamate arousal (un termine tratto dalla neuropsicologia). Ovvero emozioni che creano uno stato di eccitazione e risveglio.

Qualcosa insomma che ci porti ad agire. Quindi uno stimolo alla condivisione sia orale che tramite social e simili.

 

Quarto step, il Pubblico del nostro prodotto.

Attiviamo un meccanismo abbastanza conosciuto nel campo del marketing ma non solo. La riprova sociale (meglio conosciuto come social proof in inglese).

Si tratta di sviluppare un’influenza sociale che crei un fortissimo impatto per generare interesse.

Insomma, una trasformazione dalla nostra vita privata al pubblico. Cercando influenzare le persone ad imitarci. Ad esempio con l’utilizzo di Influencers.

 

Quinto step, crea il Valore Pratico.

A tutti piace condividere un contenuto che porti valore pratico e utile. Perché chiunque vuole sentirsi utile.

Una delle prime cosa che si tende a diffondere sono offerte e sconti.

Una piccola tips: sotto cifre di 100 (valuta), un prezzo scontato in percentuale sembrerà maggiore di uno in valore monetario. Esempio il 50% di 50 sarà più attraente di un 25€ su 50.

 

Sesto ed ultimo step, iniziamo con il raccontare Storie.

Da sempre l’uomo ama raccontare storie, sopratutto se coinvolgenti.

A loro volta, le storie raccontano sempre qualcosa, e possono portare elementi di condivisione e passaparola. Siano essi elementi di valuta sociale o di valore pratico.

A noi stessi sarà capitato di raccontare storie attraenti e di condivisione. Magari recensendo un prodotto, sull’uso personale che ne abbiamo fatto. Questo tipo di storie sono le nostre esperienze.

 

Per saperne di più ti consiglio di leggere il libro Contagius di Jonah Berger. Disponibile sia in lingua inglese, che in lingua italiana (Contagioso).

Elimina ciò che non è necessario

Ci ritroviamo nell’era digitale. Nell’era dell’Industria 4.0. Circondati di tecnologia che ci dovrebbe aiutare ad aumentare la nostra produttività.

Derubandoci però della concentrazione e della memoria umana.

Siamo circondati da continue notifiche, social e distrazioni varie che ci portano a sprecare moltissimo tempo. Scopriamo assieme come risolvere.

Elimina ciò che non è necessario.

Per fare questo prendo moltissimi spunti dal libro Free to Focus di Michael Hyatt.

Nel suo libro parla di come esistano 4 principali gruppi, dove possiamo suddividere le varie attività che dobbiamo compiere:

  1. Attività tran tran, tipologia di attività dove non siamo bravi e non siamo appassionati. Sono quelle da scartare e sicuramente da delegare;
  2. Attività disinteresse, dove siamo competenti ma non proviamo interesse nel farle. Anche qua, meglio delegare esternamente;
  3. Attività distrazione, qui siamo abilissimi ma sprechiamo molte risorse, sopratutto a livello di tempo ed energie. Come nelle due precedenti, il trucco è delegare;
  4. Attività del desiderio, arriviamo al mix perfetto che incrocia le nostre abilità e dove proviamo passione. Qui è dove dedichiamo noi stessi. Questo è ciò che dovremo svolgere.

Possiamo eliminare ciò che non è necessario nella nostra vita. Seguendo vari step, non per forza legati fra loro in successione.

Passo 1: eliminare

Dobbiamo allenare il tuo muscolo del “no”. Impariamo a dire di no. Facciamo attenzione a dire di si.

Iniziamo con il creare una to do list da rispettare. Se le attività fanno parte dei primi 3 punti sopra elencati diciamo di NO.

Non sforiamo dal nostro calendario e sopratutto seguiamo meticolosamente la nostra to do list. Riepilogando, bisogna eliminare tutte le attività tran tran e quelle prive di interesse.

Passo 2: automatizzare

Gianmario, parli di automatizzare, ok. Ma cosa?

Semplice, possiamo automatizzare varie cose.

  • Noi stessi. Creiamo delle routine/abitudini.

Semplicemente se ripetiamo sempre le stesse cose, ci verranno automatiche e avremo la mente più libera.

Alcuni esempi sono il creare delle routine mattutine (ho già parlato di come cambiare vita con poche abitudini quotidiane) o quelle prima di dormire.

  • Tramite modelli. Creazione di pratiche basate su modelli pronti.

Un esempio sono delle email ripetitive. Se facciamo spesse una stessa attività, come scrivere delle email con una base sempre uguale, prepariamo un modello.

Così sarà tutto già pronto risparmiando tempo e fatica. Si potrebbero fare migliaia di esempi.

Io stesso uso un modello base di template sviluppato da zero con le mie manine per i siti web da cui partire. Pronto quello sarà la base su cui applicare tutte le altre modifiche. Questo processo farà risparmiare fino a svariate ore ogni giorno.

  • Tramite processi. Sviluppiamo una lista di passi da seguire per compiti simili. Se facciamo sempre le stesse attività, nello stesso modo, creiamo una lista.

Esempio praticissimo. Facciamo esercizi ogni giorno o più volte la settimana. In genere gli esercizi di allenamento sono sempre gli stessi alternati.

Bene facciamo delle liste, in modo da non dover andare di memoria di volta in volta.

  • Utilizziamo la tecnologia. Svariate applicazioni e software sono stati sviluppati e lo saranno ancora per semplificarci la vita ed automatizzare moltissime attività.

In ambito marketing danno una mano immensa. Permettono di compiere azioni con un numero illimitato di persone, come invii di email specifiche a tempi specifici, tutto in automatico.

L’importante è capire cosa ci serve, cercare più software. Confrontarli tra loro e sceglierne uno.

Passo 3: delegare

Questa parola l’ho ripetuta più e più volte in questo articolo. Dobbiamo delegare tutte le attività surplus o che non vogliamo fare ad altre persone (o software). In modo da tenerci liberi il più possibile. Eliminando tutto quello che non è necessario.

Passo 4: consolidare

Proseguiamo con una pianificazione della settimana ideale.

Ogni fine settimana apriamo il nostro calendario o software utilizzato (io uso Trello) e programmiamo con dedizione tutta la settimana successiva. Schedulando le varie attività.

Lasciamoci liberi anche degli spazi per eventuali urgenze. Sopratutto evitate il multitasking.

Compiendo più attività tutte assieme rischiamo di perdere tempo, facendo casini e non essendo al 100% concentrati.

Sviluppiamo un’attività alla volta. Finiremo molto prima e saremo totalmente concentrati verso quell’obiettivo.

Passo 5: designare

Date a ciascun compito la propria priorità nelle lista create.

Ogni attività ha diverse priorità. Iniziamo la giornata con quelle più urgenti e utili, fino a lasciare per ultime quelle meno importanti.

Finita la settimana facciamo un’analisi della settimana precedente. Pensiamo su cosa si poteva migliorare. Per poter organizzare settimana successiva.

Qualche consiglio extra:

  • eliminare attività non rilevanti;
  • fissare tutti gli appuntamenti;
  • stabilire priorità per ciascuna attività;
  • posporre attività che non si ha tempo, ma vanno comunque fatte (alla settimana successiva).

Passo 6: attivazione

Ultimo passo di questo prezioso contenuto.

Evitate le distrazioni e le interruzioni. Intendo tutte le notifiche di smartphone/tablet/computer. La segreteria, gli autorisponditori. Fino al disordine scrivania e pc (desktop).

Via con una pulizia veloce, ordiniamo il luogo dove lavoriamo e stacchiamo. Un consiglio è disattivare audio e vibrazione dei dispositivi elettronici. Chiudiamo tutti i social e ascoltiamo musica per concentrarci.

“Essere produttivi non significa fare più cose, significa fare le cose giuste.” – cit. Michael Hyatt

Se sei rimasto incuriosito e vuoi scoprirne di più ti consiglio di leggere Free to Focus di Michael Hyatt.

Cosa stimola la concentrazione

In molti cercano come aumentare la concentrazione, come riuscire a concentrarsi, come stare attenti.

Queste ricerche vengono fatte da chiunque. Per ambito personale, lavorativo, scolastico.

I modi che si trovano sono svariati, ma i principali sono “luoghi“, alimenti, musica.

È come per dire di attivare varie aree sensoriali della nostra mente. Area visiva, area del gustativa/olfattiva/del tatto. Infine area uditiva.

place, food, music.

Noi tratteremo per ora solo uno di questi 3 elementi. La musica.

Brevemente, esistono delle onde sonore, che tramite vibrazioni interne ci possono far cambiare umore.

Le vibrazioni avvengono per via di varie frequenze percepite che fanno vibrare l’acqua di cui il nostro corpo in gran parte è composto.

Esistono moltissimi studi provati, dove si parla di queste frequenze.

Ultimamente (da qualche settimana) sto provando un ottimo servizio, che aiuta proprio a raggiungere degli obiettivi con dei suoni riprodotti.

Il servizio si chiama Brain.fm (non guadagno nulla da esso, ma mi piace condividere risorse preziose).

Vi è la possibilità di fare 5 “esperimenti” (prove) gratuiti, prima di decidere se acquistare successivamente un abbonamento mensile o annuale.

Nel caso acquistasse il pacchetto sotto abbonamento, vi ritroverete sbloccati un’infinità di file audio.

Gli audio sono suddivisi in 3 macrocategorie. Focus, Relax e Sleep. Dentro di esse troveremo (sopratutto dall’app mobile, fatta meglio) altre sottocategorie più dettagliate.

Ogni audio è studiato in modo da aiutarci a raggiungere un determinato obiettivo nell’arco di un tempo prefissato deciso da noi.

Ad esempio se decidiamo di doverci concentrare, selezioniamo Focus e successivamente un tempo che varia da 30 minuti, un’ora, due ore o in loop infinito.

Se scegliamo Sleep, per dormire, possiamo decidere una tempistica di 6, 7 o 8 ore. In maniera che ci accompagni per tutta la nottata.

Volete solo rilassarvi o meditare? Bene, andiamo su Relax e si parte. Io personalmente uso la funzione Relax per varie cose.

Meditation per meditare brevemente o isolare il cervello da pensieri esterni. Quick Relax per staccare per un breve periodo dal computer e dallo stress del mondo esterno.

Ancora meglio un mix delle due mentre voglio concentrarmi maggiormente sulla lettura di un buon libro e magari fuori c’è troppo casino.

Gli autori dell’applicativo vi forniranno vari consigli, uno dei più utilizzati è quello di usare delle cuffie (consiglio isolanti dai rumori esterni), in modo da concentrarvi al massimo e apprendere di più e meglio.

Infatti è presente la sezione Learn, che ci aiuterà a capire meglio varie funzionalità e ci darà consigli preziosissimi.

Nella speranza di essere stato d’aiuto anche a pochi, preparerò ulteriore materiale attinente alla concentrazione e al rilassamento di copro e mente.

Come cambiare vita con poche abitudini quotidiane

Oggi sei arrivato a fine giornata e ti è salito il pallino di voler cambiare qualcosa nella tua vita?

Quante volte ti è successo, ma non sapevi mai cosa fare e quando farlo? Così sei andato a dormire e hai scordato tutto al tuo risveglio mattutino.

Molte persone pensano che i cambianti arrivino da soli, stando immobili senza fare nulla. Mai cosa più sbagliata.

Si, è vero. Vari cambiamenti avvengono, perché devono solo accadere e basta. Questi cambiamenti però non sono legati direttamente a noi. Se vogliamo cambiare qualcosa in noi stessi, iniziamo ad attuare il cambiamento che vogliamo essere.

Basta integrare delle piccole abitudini quotidiane per iniziare a sentirci meglio con noi stessi.

Abitudini semplici, che ci portano via poco tempo, ma ci ringrazieremo tra non molto.

Prima di tutto bisogna iniziare a pensare quanto tempo siamo disposti a dedicare al nostro cambiamento. No, 5 minuti non sono una risposta consentita. Se non vuoi cambiare realmente smetti di leggere questo articolo, non me la prenderò.

Se volete cambiare, iniziate a farlo da ora. Non da domani. Non da lunedì! Da ora!

Iniziate il vostro cambiamento

Siete indecisi da quanto tempo dedicarvi, bene iniziato con almeno un’ora al giorno. Vi sembra troppo? Facciamo qualche calcolo assieme su una vita media.

Una giornata è costituita da 24 ore. Una persona media lavora 8, facciamo 9 ore al giorno e se non lavora studia.

Un’ora di pausa pranzo e siamo a 10. Esagerando introduciamo un’altra ora per andare e ritornare durante il tragitto casa-lavoro/studio.

Un’ora per la cena, tra preparazione e tutto. Siamo arrivati a 12 ore. Gli esperti consigliano di dormire 8 ore (che esagerazione, ne bastano molte meno per essere carichi ed energici). Tirando le somme siamo a 20, rimangono 4 ore.

Di queste quattro ore rimaste mi stai dicendo che almeno una non puoi usarla? Su, ne hai altre tre per cazzeggiare più tardi.

Ritorniamo a noi, hai deciso di dedicare un’ora al giorno per il tuo cambiamento. Ti starai chiedendo che ci devi fare con questa ora così tanto sudata e ricercata.

Ci divertiremo ovvio! Suddividiamo in tre parti il tempo dedicato, e vediamo assieme cosa mettere nei blocchi disponibili.

Blocco 1: Attività fisica

Blocco 2: Meditazione

Blocco 3: Studio e formazione

Entriamo ora nel dettaglio degli slot (da 20 minuti l’uno) che ci siamo ritagliati, faticando per trovarne il tempo.

Blocco 1: Attività fisica – primi 20 minuti

Risvegliamo il corpo, dobbiamo essere pronti. Il momento migliore per iniziare l’attività è la mattina, appena svegli, ma anche la sera andrà bene, seppur con molta più difficoltà. Qui dobbiamo riscaldarci e prepararci per dopo.

L’attività fisica può essere svolta in un parco, in palestra, per strada. Ma noi non abbiamo tempo, quindi accontentiamoci di stare in casa. 20 minuti sono pochissimi. Dedichiamoli per attività di cardio quindi.

Se riuscite ad uscire approfittatene per una corsa, se in casa avete una cyclette, bene usatela. Guardatevi attorno e trovate ispirazione.

Il tempo volerà e non vi renderete nemmeno conto. Se non vi piace correre o pedalare cercate qualche semplice esercizio a corpo libero o con l’uso di pesi leggeri da poter fare in casa. Ce ne sono moltissimi e su YouTube è pieno di tutorial anche in italiano.

Alcuni esercizi potrebbero essere un mix di flessioni, squat, addominali, plank, salto della corda e così via. Immaginate un pò, non dovete nemmeno spendere dei soldi! Perché è tutto gratis.

Blocco 2: Meditazione – altri 20 minuti

Abbiamo allenato il corpo, ora prepariamo la mente. La meditazione serve per ritrovare un equilibrio tra il nostro spirito e il nostro corpo. Molti l’associano alla religione, sbagliando.

La meditazione è arte. La meditazione è una pratica presente da millenni. Vi sono scritture sacre induiste del IX – VIII secolo a. C. ¹ che già ne parlano.

Il processo della meditazione e la sua utilità è quella di ritrovare noi stessi. Esistono delle componenti comuni dei vari metodi meditativi.

Il rilassamento mentale e fisico. La concentrazione. L’alterazione del nostro stato di coscienza. La sospensione dei nostri pensieri e processi logico-razionali. Il ritrovamento dell’attitudine di autocoscienza ed alla auto-osservazione.

Se conoscete già il mondo della meditazione, fate vostro un mantra o più di essi, concentratevi solo su quello e liberatevi di tutti i pensieri. I mantra danno una fortissima mano nella concentrazione e nell’eliminazione dei pensieri esterni.

Se non avete mai meditato prima d’ora, ne riparleremo più avanti con qualche consiglio utile. Vi aspetterà un articolo dedicato.

Blocco 3: Studio e formazione – ultimi 20 minuti

Siamo giunti all’ultima parte. Abbiamo ricaricato corpo e spirito. Completiamo la procedura di cambiamento giornaliera.

Lo studio non è un obbligo imposto da piccoli, dove siamo contrari. Con studio e formazione basta anche la semplice lettura che aumenterà la nostra cultura interiore e le nostre conoscenze.

Infatti basta anche che leggiate per 20 minuti un libro. In ogni caso, se potete studiate e formatevi. Sempre leggendo o ascoltando. Potrebbe essere un podcast, un audio-libro, un corso online o un bellissimo e semplice libro cartaceo/digitale. Spaziate.

Ora fate vostri questi piccoli passaggi giornalieri. Ritorneremo a parlare di buone abitudini nei prossimi giorni.

 

¹ fonte wikipedia – Meditazione

Recensione Libro: Fare Blogging

Conosci il metodo giusto per fare blogging? Ne sei sicuro al 100% che sia quello più corretto?

Fare Blogging è un libro di Riccardo Esposito dove vengono racchiusi moltissimi consigli dedicati ai principianti e non, che vogliono intraprendere l’attività da blogger.

Chi è Riccardo Esposito?

Riccardo è un noto blogger e web writer dal 2008, ha iniziato a lavorare come freelance nel 2012 avventurandosi in una nuova scelta di vita. Il suo blog principale è My Social Web, dove ogni giorno o quasi, cerca di offrire contenuti correlati all’argomento del libro da lui scritto.

Cosa troveremo in questo libro?

Fare BloggingIn Fare Blogging si partirà dalle basi, ovvero verrà spiegato cosa è il blogging per iniziare, per poi spiegare come stilare un piano editoriale adeguato al raggiungimento dei nostri obiettivi.

Dopo non molto ci ritroveremo a dover affrontare il succo dell’attività da blogger, ovvero ricercare un proprio target a cui riferirci, la creazione dei contenuti e il come strutturarli adeguatamente.

Più nel dettaglio, in merito ai contenuti, si parlerà dei post, ovvero la stesura di un articolo, dalla scrittura di un titolo adeguato, alla leggibilità dello stesso articolo, fino ad arrivare alla fidelizzazione con i nostri lettori, e come gestirli.

Il tutto è stato scritto dopo molti anni di esperienza con il contributo di altrettante note figure del settore web. Come detto inizialmente è un libro consigliato sia per chi inizia, che per chi come me, vuole aggiornarsi e/o migliorarsi in questo campo.

Disponibile su Amazon sia in versione cartacea che digitale (ebook) [Fare Blogging].

Decisioni da prendere nella vita per poter andare avanti

Ci sono momenti della vita in cui bisogna prendere delle decisioni.

Decisioni che potrebbero cambiare drasticamente la propria vita. Decisioni non sempre prese solo da sé, ma anche da più parti. Decisioni a volte adottate per proteggere qualcuno o per far star meglio qualcuno.

Bisogna fare una selezione per poter andare avanti nella propria vita, magari prima andava bene, e poi non più. Tutta la vita è basata su selezioni, su scelte da intraprendere. Farà male, ma bisogna prenderle.

La selezione consiste nello scegliere un gruppo di persone positive da portare attorno a sé, come già trattato nell’articolo dei 13 punti sul pensiero positivo, bisogna “selezionare” per star bene con sé stessi e con gli altri successivamente, allontanando le persone con influenze negative e/o con un pessimo carattere.

Decisioni da prendere

A volte a ferirci potrebbero essere le persone a noi più vicine, le persone da cui meno ce lo saremo aspettati, o da cui ancora meno ce lo aspetteremo. A volte chi ci ferisce invece è chi dice di amarci, di averci amato, mostrando un doppio volto al mondo, per ottenere ciò che ritiene meglio per sé, colpendo alle spalle quando meno ce lo si aspetta, e quando non si è più utili per i propri scopi, o quando si sente una minaccia da eliminare.

Vengono dette cose, vengono fatte cose, vengono nascoste cose. Il tutto prima o poi verrà a galla, ma quando avverrà sarà troppo tardi per alcuni, se non per tutti, chi c’era prima potrebbe non esserci poi, a causa di una ferita troppo profonda da risanare, una ferita colma di dolore, una fetta di anima ormai andata via, che non tornerà più indietro.

Bisogna stare attenti a chi si frequenta, non vi fidate mai ciecamente di nessuno, colui/colei che più ci farà del male, è colui/colei dal quale meno ce lo aspetteremo, proprio perché può agire tranquillamente, senza farsi problemi, approfittando della nostra fiducia, manipolandoci molto facilmente. Bisogna aprire gli occhi da tutti e da tutto.

Passato, presente e futuro sono solo una rappresentazione terrena di un disegno più grande, la storia è già stata scritta, il passato si conosce, il presente si sta vivendo, il nostro futuro invece può ancora essere scelto. Non sprecate il vostro tempo.

Crossroads - Bivio

Ma come bisogna fare delle scelte giuste?
Non vi è una risposta a ciò, dipende da quello che ci sentiamo dentro, se abbiamo o meno voglia di prenderci delle responsabilità, se abbiamo il coraggio di effettuare certe scelte (c’è chi affronta delle scelte non volute, per paura di sbagliare, o di affrontare la verità, o per soffrire meno).
Solo la nostra vita, associata alle nostre esperienze può darci realmente una mano ad effettuare queste scelte. Guardiamo com’è stato il nostro passato, chiediamoci se ha un senso, se c’era qualcosa di sbagliato su cui vi è ancora possibilità di rimediare, prendiamo in mano il coraggio, buttiamoci su scelte diverse, che per quanto possano fare paura, pensiamo che siano realmente le più giuste, per non pentirci nel futuro.

Chiudiamo ora gli occhi, immaginiamo come stiamo ora, poi concentriamoci, e cerchiamo di vedere nel passato, vediamolo come spettatori esterni, come se fosse un film, tutto rimane dentro la nostra mente, tutto! Quello vissuto da noi, e quello vissuto in nostre vite precedenti, tutto è collegato, tutto è visibile. Potrebbe fare del male, ma se cerchiamo delle risposte sono lì. Cerchiamole con attenzione, incamminiamoci nel labirinto della nostra mente. Non preoccupiamoci troppo di doverci perdere, anche se questo è un grosso rischio se si addentra troppo nel profondo, cercando risposta a domande dolorose. La nostra mente è talmente paurosa e potente da farci del male da soli.

Se proprio non troviamo subito una risposta, del quale siamo sicuri di conoscere già questa risposta, forse è perché non vogliamo, perché abbiamo paura di trovarla, perché potrebbe far del male a delle persone, o ancora peggio a noi stessi. Ma la risposta che stiamo cercando è lì, è vicino a noi. La vera risposta a quella domanda del quale hanno provato a sviarci è più vicina di quanto si crede, e conoscerla fa più male di quanto si pensi. Forse speriamo che non sia vera la risposta, ma è lì, che ci attende nascosta dietro un volto, o più di uno. Un volto da cui non ci saremo aspettati di avere quella risposta. Un volto che sembra ci faccia stare bene, ma un volto che ci fa malissimo, che allontana le persone a noi care, perché creano intralcio.

Tutti fanno degli errori, ma alcuni di essi non possono essere perdonati, il perdono non è per tutti. Alcuni errori possono essere calpestati, si può far finta di nulla, ma mai saranno perdonati per sempre. La risposta che cerchiamo è molto vicina. E quando la scopriremo alcune persone saranno già perse, e altre lo saranno, o forse no. Solo il futuro che non scriviamo noi lo sa. Ma possiamo sempre provare a manipolarlo, a creare delle scorciatoie, ma non proviamo ad imbrogliarlo.

In genere per scrivere certi articoli, in cui ci metto un minimo di sentimento devo utilizzare una porzione di Bourbon Jim Beam. Questa volta, che calpestare quel dolore, per poterlo portare fuori, per renderlo pubblico, per farmi forse del male, o forse per eliminare del male dentro di me, una non è bastata, due non sono bastate, tre o forse più, ma sempre meno letali della verità lo sono state. Vivi la tua vita, fai le tue scelte, ma evita di soffrire. A presto, ciao.

Come scovare una persona Mentirosa attorno a noi

Una persona mentirosa, come la intendo io, è una persona che prima di tutto mente a sé stessa.

Mentendo a sé stessi in continuazione si andrà poi a pensare, o meglio credere che le menzogne pensate, ragionate, siano delle verità, quando realmente non lo sono. Aaaah, i doveri di una persona mentirosa.

Dall’Accademia della Crusca, la definizione di mentirosa, in italiano mentitrice, bugiarda, è “Colei che mente”.

Esistono vari atteggiamenti, che portano a far riconoscere una persona mentirosa. I comportamenti generalmente sono sempre gli stessi, e face-to-face è molto facile riconoscere quando una persona ci sta mentendo, perché anche quando si mente a sé stessi, le modalità di comportamento sono (quasi) sempre le medesime.

Natura Mentirosa

Questo non è l’articolo in cui spiegherò come riconoscere queste persone, però esistono moltissime tecniche, l’argomento più vasto che le racchiude tutte è la PNL (Programmazione Neuro Linguistica), argomento che sto studiando da qualche anno, in maniera più o meno approfondita, e dove nel 90% e più dei casi con me funziona.

A volte non c’è nemmeno bisogno di usare delle tecniche o magia nera per scoprire chi mente, ma potrebbe solo bastar seguire ciò che ci dice il nostro corpo, la nostra mente, i nostri sensi segreti e nascosti. Le nostre sensazioni hanno sempre ragione (per lo meno nel mio caso, quando sento qualche sensazione, poi è così, riscopro SEMPRE che avevo ragione).

Una persona mentirosa, come anticipato riesce ad influenzare sé stessa, ma anche gli altri che le stanno attorno. Cerca di comportarsi in maniera da far credere di essere lei la vittima, quando lei è l’esca, che attira le vittime, che poi le stanno attorno.

Una volta riconosciuto che una persona è mentirosa, si può decidere se allontanarla o meno per il proprio bene, cosa altamente consigliata, perché una persona che mente, continuerà a mentire sempre. E prima o poi ci farà del male psicologico, che è sempre più forte di qualsiasi male fisico.

È meglio allontanare questa persona in maniera rapida, o se proprio non si riesce, provare a farlo in maniera graduale, senza però ripensarci troppo, se no poi si ritornerà indietro, creando molto problemi nel distacco, non riuscendoci. Si può anche provare a parlare con una persona di fiducia, per farsi aiutare nel “procedimento purificatoio”.

Qualche lettura consigliata in merito la PNL:

Questioni di priorità di un individuo verso se stesso

Ogni individuo fa le proprie scelte di vita, e ognuno assegna le proprie priorità su di essa.

Ciò che identifico in Italia, e sopratutto nei luoghi più verso le Isole e il Sud, è che le priorità sono sempre le medesime.
Studiare (se non si abbandona anche prima del diploma), trovare un lavoro fisso, in seguito farsi un mutuo per una macchina, un mutuo per una casa, trovare compagno/a, e farsi un altro mutuo per il matrimonio pensando al futuro, (sempre se i mutui vengono concessi poi).

Freedom Love The Sun - Priorità e Libertà!

Si ma quale futuro? Un futuro di schiavitù moderna?
Si, perché molti connazionali hanno paura di guardare oltre, paura di cambiare, paura di inseguire i propri sogni (sempre se ve ne sono rimasti nei cassetti), paura di rischiare a vivere una vita migliore. Una vita fatta di “libertà“, dove è possibile fare ciò che si vuole, e dove si vuole, semplicemente, dove è possibile dire la parola “vivere“, e facendolo raggiungendo i propri successi.

Ma come detto prima, ognuno ha le sue priorità. C’è chi con “libertà” intende una libertà economica, appunto legata al posto di lavoro fisso, un posto fisso nel 2016? In Italia? Nel mondo?

Freedom Orange Sky Sun - Priorità e Libertà!

Solo in Italia credo esistano ancora questi “posti fissi“, che sono pure farlocchi. Si, lo sono! Perché i nuovi indeterminati non sono più quelli di una volta, sono stati creati perché siamo un popolo di abitudinari non disposti al cambiamento, e quindi sbam, facciamo dei “nuovi indeterminati”.

Il mondo cambia, e bisogna adattarsi ad esso, le nuove generazioni (potrei dire dagli anni 70/80 in poi) hanno la possibilità di adattarsi ad un mondo migliore. Un mondo creato dove è possibile compiere il proprio lavoro ovunque nel mondo (sempre se ciò che desiderate fare lo permetta, ma potrete rimanere stupiti di ciò che è “permesso”).

Invece ciò che si nota sono continue lamentele del “non trovo lavoro“, oppure “non c’è nulla qua“. Se non c’è si cerca (non stando seduti in un divano aspettando miracoli per aver mandato un centinaio di curriculum vitae a raffica, tutti uguali). Se non si trova lo si crea. Su accendete un pò il cervello, oliatelo, e fate muovere gli ingranaggi di esso. Pensate, ragionate, e inventate, riscoprite voi stessi.

Aprite gli occhi, c’è un mondo la fuori, un mondo che non attende altro di essere scoperto. Diventate curiosi!

Freelance e Stacanovismo

Freelance e stacanovismo, sono un bene o un male?

È solo un mio pensiero, o molti freelance, tra cui me stesso, sono stacanovisti?  Freelance e stacanovismo coincidono?

In genere un freelance fa il lavoro che ama, o per lo meno, così si spera. E questo amore porta il povero freelance a non avere più un orario di lavoro (impara a gestire meglio il tuo orario di lavoro), e quindi lavorare anche quando non sta effettivamente lavorando.

Freelance e Stacanovismo

Il top dei liberi professionisti stacanovisti (evviva le rime), sono quelli che lavorano online, essi hanno bisogno solo di un dispositivo (in genere un computer) e una connessione ad internet (più veloce è, e meglio è, così si evita di scandire il calendario a ritmo di musica metal).

Non esistono più giorni liberi, i sabati e le domeniche ormai sono diventati giorni lavorativi, e poi le ferie. Si, cosa sono le ferie, se non un momento visibile così lontano, ma così bello quando si raggiunge.
Più si lavora, e più si ha il bisogno di lavorare, ormai il lavoro è diventata una cosa vitale, una parte di noi, o forse noi, una parte di lui.

Ma non tutti i freelance sono così, ma quelli che lo sono stanno bene, si sentono bene con se stessi, e se non si sentono bene è perché sono stressati dalla routine, ma il freelance non può avere sempre la solita routine. Quelli che sono felici invece, loro sono i sognatori. Sognano di poter lavorare tranquillamente sulle rive di una spiaggia, sorseggiando il loro cocktail preferito, con quell’ebbrezza leggiadra del vento tropicale che ci rilassa. Oppure sognano di fare il loro lavoro in giro per il mondo, si, perché loro possono, loro non hanno limiti precisi, o se ci sono, si possono superare o scavalcare. Alcuni limiti potrebbero essere la cultura diversa del Paese dove si va, una lingua diversa, un fuso orario diverso (e si va di jetlag), una vita diversa!

Se sei un freelance quindi, impara a sognare. Se già sogni, impara a realizzare i tuoi sogni, e a costruire il tuo futuro. La vita è unica, ed è tua, non procrastinare, non rinunciare ai tuoi sogni, potresti pentirtene quando sarà ormai troppo tardi.

Impara come vivere felice lavorando 10 volte meno!

Organizzare il lavoro da Freelance

Scopri come gestire al meglio il tuo lavoro da Freelance

Oggi parleremo di come organizzare al meglio il poco tempo disponibile per un Freelance, soprattutto se si ritrova sommerso dai mille impegni della vita.
Vi sono 3 principali fasi da seguire, la preparazione, l’organizzazione e l’azione! Nel dettaglio spiegherò in cosa consiste ogni singola fase, come operare, e il tutto correlato da dei consigli e del materiale gratuito.

Scrivania Freelance

Prima fase: la Preparazione

Tutte le fasi sono importanti, ma questa è la principale, poiché tutto dipenderà da qua. Bisogno organizzare al meglio il lavoro, l’elemento più utile per questo scopo è l’uso di un calendario, sia esso cartaceo che digitale.
La cosa migliore sarebbe avere due tipi di calendario, uno generale e mensile, dove vengono annotati tutti i vari impegni, e poi uno per ogni settimana, dove nei vari giorni si inseriranno i dettagli dei singoli compiti da svolgere.
Non esagerate troppo con il caricarvi di compiti, e lasciate delle ore libere ogni giorno e almeno 2 giorni liberi la settimana per le emergenze.
Un altro strumento sempre utilissimo per questa fase è il Cloud, un sistema per memorizzare i nostri documenti online e renderli disponibili ovunque, al costo di avere una connessione internet.
Preparate tutto il materiale che può esservi utile, anche utilizzando strumenti online se lavorate nel web, come ad esempio Evernote. Ora si può passere alla fase successiva.

Scrivania Freelance Calendario e Caffè

Seconda fase: l’Organizzazione

Una volta che abbiamo raccolto tutto ciò che ci serve, è giunto il momento di catalogare e organizzare il materiale. Qui ci riportiamo a ciò detto prima, ovvero a un sistema di Cloud, o software simili.
Tra i più utilizzati e conosciuti vi è Google Drive, che integra un’infinità di applicazioni, tutte marchiate casa Google e non solo. Qui possiamo sistemare il tutto dentro varie cartelle, e lavorare direttamente online.
Anche il calendario può essere inserito qua, in maniera da averlo sempre a portata di mano.
Ogni settimana riverificate che tutti i compiti siano stati svolti in maniera corretta, e prima del termine di ogni mese utilizzate il tempo libero per organizzare il mese successivo e le rispettive settimane.
Cercate di non tralasciare mai nulla in arretrato, inizialmente può risultare difficile, ma con il tempo si impara ad organizzare alla perfezione la propria giornata, settimana e così via.

Lavorare da casa - Freelance at Home

Terza fase: l’Azione

Una volta che tutto è stato preparato e organizzato, non resta che agire! Questa è l’ultima fase, dove si dovranno svolgere tutte le attività catalogate e schedulate (non farlo sarà tutto tempo perso per il lavoro effettuato precedentemente, e noi non vogliamo perdere tempo, vero? :).
Può capitare, soprattutto inizialmente di procrastinare (scopri come non procrastinare) o non riuscire a completare tutte le attività segnate. Non preoccupatevi, ma non fatela diventare un’abitudine (scopri le abitudini per avere successo). Se tutto è stato effettuato a dovere, alla fine abbiamo 2 giorni settimanali per recuperare il lavoro arretrato.
Un consiglio molto importante è di non lasciare mai a domani, il lavoro che può essere effettuato subito, in modo da non rincorrerci contro, ed evitare di accumulare molto stress.

Se poi proprio il tempo non ti basta, scopri come dormire poco ed essere produttivo per essere un ottimo Freelance!

Leonard Simon Nimoy – Live Long and Prosper

Desidero iniziare questo articolo con la sua più famosa frase, “ Live Long and Prosper ! ”.

E’ una menzione tratta dalla serie Star Trek, ma cosa sta a significare questa frase? (altro…)

Ignoto VS Influencer

Vi siete mai chiesti se sia meglio operare nell’ignoto e poi magari spaccare tutto presentando un progetto finito, o se procedere in maniera costante, mostrando al mondo, a carte scoperte, tutti i passaggi del vostro progetto?

Entrambe le scelte potrebbero essere corrette, e in genere la preferenza spetta ad un’accurata previsione, seguita da una selezione, in base al progetto su cui si sta lavorando in quel momento, o in merito al progetto su cui si pensa di iniziare uno sviluppo.
Magari per paura che la nostra creatura venga “rapita” (in riferimento al furto di idee) si gioca di nascosto, per poi presentarla quando è già “cresciuta” (sviluppata, o in fase di sviluppo quasi ultimata, che richiederebbe troppo tempo per presentarne una copia instantanea).
Alla fine, le copie esistono da sempre, e si proverà sempre a copiare una qualsiasi cosa, c’è chi riesce a migliorarla e ricavarne di più, rubando il territorio (magari per via di un marketing aggressivo), e chi con le copie ci fa solo brutte figure, destinando il lavoro svolto a perdere (e perché no, fare pubblicità all’originale senza volerlo).

Forest

Photo by Staffage via: kaboompics.com

Personalmente penso che per la maggior parte dei progetti, a meno che non si tratti di “innovazioni mondiali”, che cambierebbero la vita di varie persone, o modi di vedere/pensare le cose, dovrebbero avere come fasi base le seguenti: bisognerebbe partire abbozzando un’idea, poi procedere per i primi periodi nell’ignoto, per vedere nero su bianco il progetto dal proprio punto di vista, e poi proseguire mostrando gli aggiornamenti pubblicamente, in modo da avere approvazioni o negazioni (tenendo solo in parte conto di queste opinioni, senza farvi deviare dalla strada principale, seguendo direzioni non dettate da se stessi).
Un influencer non ha paura di mostrare se stesso, ne tanto meno le sue opere d’arte (si, anche i lavori informatici sono opere artistiche).

Che poi, chi o cosa è un influencer?
La figura dell’influencer è sempre esistita, un piccolo esempio conosciuto a tutti, “il Profeta” (non c’è bisogno di fare nomi, si tratta di religioni).
L’influencer è colui che riesce ad influenzare delle persone con le sue idee, o prodotti, sia che siano poche persone, che milioni. Oggi è una figura ricercata dalle aziende, poiché a differenza del classico marketing, un influencer può raggiungere “X” persone, cercando non proprio di deviarle, ma provando a convincerle indirettamente, o direttamente, sull’acquisto di un determinato prodotto (in genere testato da lui precedentemente, offerto gratis dall’azienda stessa).

Quindi l’influencer è una persona cattiva?
Si e no, certi lo sono, molti non lo sono. Quelli onesti propongono le loro idee, e recensiscono i prodotti testati per quello che sono effettivamente, poi spetta a chi li segue se procedere all’acquisto o meno. Poi vi sono quelli a cui non importa molto del prossimo, che si vendono, e forniscono informazioni fasulle, o pesantemente “ritoccate”, ma questi non dureranno a lungo sul loro cammino.

E tu chi pensi di essere, un ignoto eterno, o un influencer? Inoltre, cosa ne pensi in merito alla diffusione o meno di progetti in fase di sviluppo?

Costruire il proprio futuro

Cosa c’è di meglio di vedere i propri sogni realizzarsi? E’ una sensazione che avvolge il proprio corpo, ci si sente invincibili, più forti, l’adrenalina ci ricarica e diventiamo euforici. (altro…)

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