Il senso dell’uso

Ultima versione del: 05-02-2017

A volte capita di avere una sensazione strana, una sensazione di sentirsi usati per scopi altrui. Questo è il senso dell’uso. Una sensazione sgradevole, antipatica, cupa, orribile. Una sensazione dove però, a volte, non se ne può fare a meno di sentirsela dentro.

Alcune persone agiscono al raggiungimento dei propri obiettivi sfruttando gli altri, in vari modi. Le peggiori colpe stanno a chi non dovrebbe deluderti, a chi ti sta vicino.

Allontana quelle persone, non farti usare.

Gli usi possono essere molteplici, chi per sentirsi più forte, per salire di “grado”, per raggiungere una certa importanza. Chi per questioni economiche. Chi per questioni di ricerca d’affetto, di un amore imprigionato nel buio, che ha paura di mostrarsi alla luce. O chi per amore, che prova gelosia, il senso di possedere una persona, e far allontanare da essa le altre, condizionando mentalmente la sua “vittima”.

Jim non riesce a prendere il controllo. Jim prova a farlo. Jim si sta indebolendo. Jim ora ritorna, sempre più forte, sempre più sicuro di sé.

Jim potrebbe essere pericoloso, ossessionato, paranoico. Ma Jim cerca solo di difendersi, di costruire degli scudi che poi crollano subito al minimo tocco, ben dato. L’acqua è legata a lui. Terra non vi è. I suoi scudi sono fatti di ghiaccio. Che essi si trasformino in qualcosa di infrangibile. Che un’armatura indistruttibile l’avvolga, però sempre pronto a liberarlo quando serve.

L’ossessione del controllo è troppo forte in quelle anime sperdute, vogliono il controllo, ma tutto andrà contro ciò che vogliono. Esistono varie armi per proteggersi, forse la fuga, o forse il far ritorcere contro le loro azioni. Provando a riformattare la loro mente, i loro pensieri, le loro, credenze. Programmando desideri innocui in loro. Le loro povere, deboli menti, sono così fragili, così dolci, ma così poco importanti ormai.

Freedom for Jim

Jim, chiudi gli occhi! Guarda oltre! Guarda dentro di te, nel profondo. Senti ora quelle soavi melodie, quei rimbombi interni. Senti il sangue che scorre nelle tue vene. E ora, senti che arriva il freddo. Forse l’assenza di stimoli esterni, o forse i troppi stimoli esterni che ti fanno credere l’opposto.

E così, che ti riscopri in un presente un po’ strano. Un presente, dove, come una persona appesa per un piede, vedi il mondo all’inverso. Probabilmente è una cosa positiva, perché vedi oltre, vedi altre realtà. Realtà che nessuno nota. Oh sì, sono tutti uguali lì fuori, che monotoni. Ma poi vedi un futuro molto vicino, un futuro dove richiedi del tempo per pensare, dove hai bisogno di lasciarti a te stesso Jim, a riflettere sulla tua strada. Una strada fatta forse di fortuna, una fortuna non trainata da te, una fortuna che devi ottenere. Una fortuna legata a delle scelte, due le strade possono essere, conduci quei cavalli in un’unica direzione, non farli separare, se no lo scompiglio si mostrerà, e sarà difficile sistemare tutto.

Attento a dove metti piede, attento dove vai, non spingerti troppo nell’interno di te. Qualcosa è pronto ad uscire, impedisci ciò, o se succederà, che sia una cosa buona. Lei è sempre più vicina, sta attendo, non farla sedere acconto a te, e tanto meno, non permetterle che prenda il controllo di te. Tu sei il quarto. Tu il più “strano”, colui che mostra verità trascritte.

Che curioso che sei, Jim. Burlone a volte, ma molto sincero con te stesso, e con tutti. Molti non capiranno le tue parole, molti le confonderanno, daranno una loro interpretazione, ma tu sai la tua verità, tu sì, tu sai cosa dici. Mostra alla gente un qualcosa che possa loro far pensare, potresti distorcere la loro realtà. Potresti confonderli, ma non saranno colpe tue. La mente umana è complessa, la mente umana di molti è giovane, si autoimpongono dei limiti ridicoli. Non aprono le loro menti.

Bigotti, rimangono lì a rimuginare, a pentirsi di molte scelte del passato, e poi cercano di imporre le loro scelte errate anche a te. Ognuno deve fare le proprie scelte. Ognuno deve avere una propria libertà, una propria vita. Bisogna prendere le proprie decisioni, non quelle imposte esternamente. Sveglia, le soluzioni esistono per tutto.

Freedom Catene Jim

Jim aiuta coloro che hanno bisogno a meditare, altre persone potrebbero avere quel tuo bisogno, ma ricorda, attento che non sia solo un bisogno ricondotto all’uso della tua persona, o di altre tue persone. Jim. Tu per loro, rimarrai sempre importante, anche se lo negheranno per sempre.

Ora riapri gli occhi, liberati di chi ha preso le sue decisioni, liberati di chi continua a usarti, ma dai ancora delle possibilità a chi sente qualcosa dentro, a chi non solo ha bisogno di te, ma dove tu hai bisogno di quella persona. Prima o poi si lascerà andare, si libererà dal suo blocco interiore, e si aprirà del tutto a te.

Jim pensa però a una cosa. E se tu fossi il quinto, e non il quarto? Come se già il primo fosse rimasto nascosto da qualche anno, come se si fosse sdoppiato, e poi altri fossero comparsi prima di te. Dov’è finito il primo? Esiste ancora? Ora non ci pensare. Il tempo scorre.

Ora puoi andare a riposarti, che il secondo ritorni, che il secondo risorga, che l’ultimo non arrivi mai, nonostante lo senti vicino.

Che il secondo riesca a valutare con attenzione. Che riesca a fare le scelte giuste. 3 scelte sono già fatte. L’ultima scelta per ora è ancora da fare. So che vedrai le sue parole, le parole di Jim. Leggerai, lo so. Valuta bene. La scelta dipende (anche) da te.

Una storia in collaborazione con il caro e vecchio Jim. Colui che credeva di essere il quarto, ma era il quinto.

Gian.

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