Un 2017 scatenato e un 2018 azzardato

Ultima versione del: 09-01-2018

Molte delle previsioni fatte nel 2016 si sono avverate l’anno scorso. Il 2017 è stato un anno speciale, un anno fortunato. Uno tra i migliori anni mai vissuti.

Ma partiamo dalle origini del 2017. Il tutto è iniziato con una nuova veste, completamente rivisitata. Una veste completamente da freelance.

Tutto è iniziato in una nuova azienda, ma man mano che il tempo passava si sentiva la mancanza di qualcosa. C’era bisogno di adrenalina. Bisogno di darsi la carica.

I momenti principali di carica sono stati concentrati sopratutto nel primo semestre del 2017. Uno tra i più importanti è stato a marzo 2017. Il lancio con il paracadute. Sentirsi liberi per pochi minuti. Sentirsi carichi. Vedere tutta la vita che scorre. Il passato. Il presente. Il futuro.

Quel lancio è stato importantissimo, mi ha fatto pensare e ripensare alla strada che stavo percorrendo. Dopo non molto mi licenziai per la seconda volta.

Si parte.

Arrivò così aprile, con il primo viaggio all’estero in solitaria. La fredda ma calorosa Polonia. Cracovia era lì che mi aspettava.

Ho conosciuto molte persone in quel viaggio e mi sono sentito realmente libero per la prima volta. Avevo capito che potevo viaggiare e lavorare allo stesso tempo. Potevo farlo conoscendo nuove culture, ammirando nuovi posti.

Mese successivo, a cavallo tra fine maggio e inizio giugno arrivò il successivo viaggio nella vicina Repubblica Ceca. Atterraggio ad Ostrava, per incamminarsi subito verso Praga. Meglio ignorare il ritorno.

Città vecchia e città nuova. Città antica, ma giovanile allo stesso tempo. Praga, la città magica (fa parte del triangolo della magia bianca). Qualcosa però continuava a mancare, ma cosa?

Agosto, tempo di mare. Ho rivisto la mia cara Terra Madre. La Sardegna. Dopo pochi giorni di ritorno a Torino (settembre), sentivo di dover nuovamente partire per una nuova avventura.

Non basta tutto ciò.

Qualcosa mi portò in Germania, avevo vinto un abbonamento per il Lollapalooza di Berlino. Passai una settimana e mezza nella capitale tedesca. Un altro viaggio in solitaria. Un altro viaggio riflessivo. Successe qualche problema in quei giorni, qualcosa che mi fece capire che stavo nuovamente sbagliando qualcosa.

Ritornato da Berlino inviai un Curriculum Vitae. Sentivo che non mi bastava più solo quello che stessi facendo, desideravo di più. Passò pochissimo tempo e mi ritrovai nuovamente a lavorare come consulente, come gli inizi di molti anni fa.

Sembrava di aver raggiunto il picco di felicità, ma no, non era così. Bisogna andare avanti, siamo fatti per progredire, non per fermarsi e tanto meno per regredire. Manca ancora qualcosa o qualcuno.

Le cose, e sopratutto le persone vanno via. Ma una parte di loro rimane. Per sempre.

Non temo il 2018. Il numero è tra quelli che più odio, ma non mi può abbattere. Non può farmi paura. C’è ancora molto da fare. Work in Progress 2018.

Gian

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